mostra robert capa e gerda taro
Aggiornamenti,  Mostre

Mostra “Robert Capa e Gerda Taro”

Torino – Camera Centro Italiano per la Fotografia

Fino al 2 giugno 2024 è allestita a Torino presso Camera – Centro Italiano per la Fotografia la mostra “Robert Capa e Gerda Taro: la fotografia, l’amore, la guerra”, con una selezione di immagini dei due fotografi di guerra, legati da un rapporto sentimentale oltre che di collaborazione professionale. L’ingresso è incluso nell’Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta.

robert capa e gerda taro

Fred Stein, Gerda Taro e Robert Capa. Café du Dome, Parigi, 1936 © Estate Fred Stein, Courtesy International Center of Photography

Gli artisti

Robert Capa, pseudonimo di Endre Friedmann, nasce a Budapest nel 1913 in una famiglia ebrea. Per il suo carattere vivace, in famiglia viene soprannominato ‘squalo’ (cápa in ungherese). Ancora adolescente, entra in contatto con un gruppo di attivisti di sinistra, e viene per questo interrogato dalla polizia con il sospetto di simpatizzare per il Comunismo. Probabilmente grazie all’intervento di un amico di famiglia, Endre viene rilasciato ma è costretto a lasciare immediatamente l’Ungheria a soli 17 anni. Nel 1931 giunge a Berlino, dove inizia i suoi studi in scienze politiche con l’obiettivo di diventare giornalista; per mantenersi, trova un impiego presso lo studio fotografico Dephot, avvicinandosi così da autodidatta al mondo della fotografia. Nel 1932 abbandona l’università per dedicarsi alla carriera di fotografo; il suo primo servizio pubblicato è una serie di immagini di una conferenza di Trotsky a Copenhagen.

Gerda Taro. Robert Capa, 1937

Gerda Taro, Robert Capa. Fronte di Segovia, Spagna, maggio–giugno, 1937, The Robert Capa and Cornell Capa Archive, Museum Purchase, 2003 © International Center of Photography

Con l’avvento del nazismo, nel 1933 Endre è costretto a lasciare Berlino; nel 1934 giunge a Parigi, dove fatica a lavorare come fotografo freelance trovandosi così in grandi difficoltà economiche. Nello stesso periodo conosce Gerta Pohorylle (poi conosciuta come Gerda Taro), una giovane tedesca ebrea che come lui era una fotografa autodidatta arrivata in Francia in fuga dal nazismo. I due presto iniziano una relazione sentimentale e professionale che li porta a lavorare insieme a diversi servizi fotografici.

A Parigi Endre conosce anche i fotografi David Seymour (pseudonimo del polacco David Szymin) e Henri Cartier-Bresson, con i quali instaura una duratura amicizia. In un clima di crescente insofferenza verso gli stranieri, Endre e Gerta faticano a trovare lavoro; su idea di Gerta, i due iniziano a proporre i loro scatti alle agenzie fotografiche sotto il nome di Robert Capa, un fantomatico fotografo americano di cui si fingono i rappresentanti, riuscendo a vendere le loro foto ad un prezzo di tre volte superiore a quello ottenuto con i loro veri nomi. L’inganno non dura molto, ma da questo momento Endre assume definitivamente il nome di Robert Capa.

Nel 1936 Capa documenta la guerra civile spagnola; qui scatta la sua foto più celebre, il Miliziano colpito a morte. Divenuto famoso grazie alle sue immagini dalla Spagna, la sua carriera di fotografo di guerra inizia a decollare. All’inizio del 1938 è in Cina per la guerra sino-giapponese, poi nuovamente in Spagna per l’ascesa al potere di Franco. Fuggito a New York dalle persecuzioni naziste, nel 1941 torna in Europa per documentare la Seconda Guerra Mondiale; fra i suoi servizi più importanti, quelli realizzati in Sicilia e per lo sbarco in Normandia delle truppe americane.

Robert Capa. Morte di un miliziano lealista, 1936

Robert Capa, Morte di un miliziano lealista, nei pressi di Espejo. Fronte di Cordoba, Spagna, inizio settembre, 1936, The Robert Capa and Cornell Capa Archive, Gift of Cornell and Edith Capa, 2010 © International Center of Photography / Magnum Photos

Nel 1947 fonda l’agenzia Magnum Photos assieme a Cartier-Bresson e Seymour. Realizza servizi in Unione Sovietica e per la fondazione dello Stato di Israele. Nel 1954 si reca in Vietnam per documentare la guerra d’Indocina; durante la realizzazione di una serie di scatti di un’operazione militare, viene ucciso dallo scoppio di una mina.

Gerta Pohorylle nasce nel 1910 a Stoccarda in una famiglia di ebrei benestanti di origine polacca. Entra giovanissima a far parte di movimenti socialisti, venendo arrestata nel 1933 per propaganda anti-nazista. Dopo la liberazione fugge in Francia, dove incontra Endre Friedmann, che le insegna l’arte della fotografia. Divenuta fotografa accreditata nel 1936, Gerta inizia a lavorare a stretto contatto con Endre, al quale è anche legata sentimentalmente.

Su idea di Gerta, i due creano il fittizio fotografo Robert Capa, pubblicando i lavori di entrambi sotto questo nome. Dopo la scoperta dell’inganno, Endre continua ad utilizzare lo pseudonimo di Robert Capa, mentre Gerta assume il nome d’arte di Gerda Taro, in omaggio all’artista giapponese Taro Okamoto. Allo scoppio della guerra civile spagnola nel 1936, Gerda e Robert si recano in Spagna per documentare il conflitto.

Gerda Taro. Camion in fiamme, 1937

Gerda Taro, Camion in fiamme, Battaglia di Brunete. Spagna, luglio, 1937, Gift of Cornell and Edith Capa, 2002 © International Center of Photography

Nei mesi seguenti, Gerda si reca più volte in Spagna, sia in compagnia di Capa che da sola, iniziando anche a pubblicare le sue foto in autonomia. Nel luglio del 1937 durante un’operazione di ritirata nella battaglia di Brunete, nei pressi di Madrid, Gerda rimane coinvolta in un incidente fra il veicolo su cui viaggia e un carro armato, morendo il giorno seguente per le ferite riportate.

Robert Capa. Gerda Taro, Cerro Muriano, 1936

Robert Capa, Gerda Taro, Cerro Muriano. Fronte di Cordoba, Spagna, inizio settembre, 1936, The Robert Capa and Cornell Capa Archive, Gift of Cornell and Edith Capa, 2010 © International Center of Photography / Magnum Photos

La mostra

L’esposizione prende avvio dalla Parigi degli anni ’30, dove Robert Capa e Gerda Taro si conoscono, si innamorano e iniziano a lavorare insieme, fotografando le elezioni, la vittoria del Fronte Popolare, gli scioperi e le manifestazioni di piazza.

La valigia messicana

Sala 1 – La valigia messicana

La sala ospita anche un approfondimento sulla cosiddetta vicenda della “valigia messicana”: alla fine degli anni Novanta vengono ritrovate a Città del Messico tre scatole contenenti circa 4000 negativi scattati da Robert Capa, Gerda Taro e David Seymour durante la guerra civile spagnola, lasciati da Capa nella sua fuga dalla Francia ormai occupata dai nazisti e arrivati in circostanze non chiare nelle mani dell’ambasciatore messicano in Francia. Portate in Messico, vengono dimenticate per circa 70 anni fino al loro ritrovamento. Grazie a questi scatti, è possibile attribuire a Gerda Taro molte immagini già considerate di Capa.

La mobilitazione internazionale

Sala 3 – La mobilitazione internazionale

Concentrandosi sulle immagini scattate in Spagna durante la guerra civile (1936-37), la mostra prosegue nelle quattro sale successive raccontando i vari aspetti del conflitto fra i miliziani del legittimo governo repubblicano e i militari del fronte nazionalista che avevano organizzato il colpo di stato nel luglio del 1936. Due ebrei fuggiti dai loro paesi di origine a causa del nazismo, Taro e Capa si identificano con la fazione repubblicana e partono immediatamente per la Spagna, documentando i momenti di quotidianità e gli addestramenti dei combattenti.

La guerra civile spagnola

Sala 2 – La guerra civile spagnola

Nel corso di più campagne fotografiche realizzate fra 1936 e 1937, Capa e Taro documentano le battaglie e i momenti più drammatici del conflitto, che seguono dalla prima linea con immagini dalle trincee e dai campi di combattimento.

Robert Capa, Gerda Taro, sul fronte

Sala 4 – Sul fronte

Uno dei temi ricorrenti nei loro reportage sono la distruzione delle città e la disperazione degli sfollati, con immagini crude che ritraggono gli edifici in rovina e le vittime dei bombardamenti.

Robert Capa, Gerda Taro, vite e citta distrutte

Sala 5 – Vite e città distrutte

Informazioni sulla mostra

Come arrivare

Camera si trova in via delle Rosine 18, a pochi passi da via Po e piazza Vittorio Veneto.

Con i mezzi pubblici: tram 13 e 15, autobus 55, 56 e 61, fermata Sant’Ottavio.

In auto: parcheggio “Vittorio Park” in piazza Vittorio Veneto, oppure parcheggio “Valdo Fusi” con ingressi da via Giovanni Giolitti e da via San Francesco da Paola, entrambi a pochi minuti a piedi da Camera.

Collegamenti utili

Camera

GTT (Gruppo Torinese Trasporti)

Parcheggio Vittorio Park

Parcheggio Valdo Fusi

Articoli correlati