Giuseppe De Nittis, copertina mostra milano
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Mostra “De Nittis. Pittore della vita moderna”

Milano – Palazzo Reale

Fino al 30 giugno 2024 è aperta presso il Palazzo Reale di Milano la mostra “De Nittis. Pittore della vita moderna”, una monografica che ripercorre l’intera carriera di Giuseppe De Nittis, uno dei pittori italiani che si affermano nella Parigi della seconda metà dell’Ottocento.

l'amazzone al bois de boulogne

L’amazzone al Bois de Boulogne, Museo delle Raccolte Frugone, Genova

La biografia dell’artista

Nato a Barletta nel 1846, Giuseppe De Nittis trascorre gli anni della prima giovinezza nella città natale. Dopo la prematura scomparsa di entrambi i genitori, nel 1860 si trasferisce con i fratelli a Napoli per frequentare l’Accademia di Belle Arti; per il suo carattere indisciplinato viene però espulso, abbandonando quindi gli studi formali e dedicandosi in autonomia alla pittura. A Napoli entra in contatto con gli artisti della Scuola di Posillipo, dediti alla pittura di paesaggio. In città stringe amicizia con Adriano Cecioni, scultore e pittore fiorentino esponente dei Macchiaioli trasferitosi a Portici grazie ad una borsa di studio. Cecioni e De Nittis danno vita alla cosiddetta Scuola di Resina, che raccoglie artisti orientati allo studio dal vero, alla pittura di paesaggio realizzata all’aria aperta, alla rappresentazione delle impressioni soggettive, alla resa dei valori atmosferici, a una resa tonale dei valori cromatici, in contrapposizione agli ambienti artistici accademici dominati dal verismo.

Giuseppe De Nittis, l'Ofantino

L’Ofantino

Nel 1866 De Nittis si reca a Firenze, dove entra in più stretto cgontatto con i Macchiaioli ed espone alla Promotrice fiorentina. Parte quindi per Parigi per visitare l’Esposizione Universale del 1867; nel suo breve soggiorno, entra subito in contatto con l’ambiente artistico della città iniziando una collaborazione con l’influente mercante d’arte Adolphe Goupil, che gli commissiona una serie di quadri di costume, molto richiesti dal mercato. Dopo un breve rientro in Italia, De Nittis si stabilisce definitivamente a Parigi, dove espone al Salon del 1869. Nello stesso anno sposa Léontine Gruvelle, che sarà per tutta la vita la sua modella preferita e che lo sosterrà sempre nella sua carriera artistica, rendendo il loro salotto un luogo di ritrovo abituale di artisti, scrittori e importanti personalità parigine. Dalla loro unione nel 1872 nasce il figlio Jacques.

Giuseppe De Nittis, Perla e conchiglia

Perla e conchiglia, Pinacoteca Giuseppe De Nittis, Barletta

Nel 1874 su invito del suo amico Edgar Degas espone alla prima mostra degli Impressionisti. Pur condividendo con questi artisti la predilezione per la pittura atmosferica e realizzata dal vivo, De Nittis tuttavia non si identifica mai completamente con il movimento impressionista: nel conservare una maggiore riconoscibilità dei soggetti rappresentati, la sua pittura risulta più facilmente comprensibile per il grande pubblico, e viene perciò più richiesta dal mercato; per questo motivo, saranno gli stessi Impressionisti ad accusarlo di piegare la sua arte alle lusinghe del denaro.

A sinistra: In visita; al centro: Pensierosa; a destra: Mademoiselle Diogène

Nello stesso 1874, nel tentativo di liberarsi dal soffocante contratto con Goupil e alla ricerca di nuovi mercati, De Nittis si reca a Londra, dove incontra il ricco banchiere Kaye Knowles; grazie alla commissione di numerosi quadri da parte del banchiere, De Nittis è in grado di svincolarsi dal contratto con Goupil e di gestire in autonomia la propria carriera. Riscuotendo enorme successo con le sue vedute urbane sia a Parigi che a Londra, De Nittis diventa in breve tempo uno dei pittori più richiesti dall’alta società, in competizione con Giovanni Boldini, un altro degli artisti italiani che trovano fortuna a Parigi dipingendo soggetti di vita moderna.

La National Gallery e la chiesa di Saint Martin a Londra, © Paris Musées / Petit Palais musée des Beaux-Arts de la Ville de Paris

De Nittis continua a viaggiare fra Parigi, Londra e l’Italia, presentando i suoi quadri in varie manifestazioni fra cui numerosi Salon parigini e diverse esposizioni nazionali e internazionali. Affaticato dalla frenetica vita della capitale francese, nel 1884 si trasferisce con la famiglia in una casa di campagna a Saint-Germain-en-Laye, dove continua a dipingere fino a quando nell’agosto dello stesso anno viene stroncato a soli 38 anni da un’improvvisa emorragia cerebrale. La moglie Léontine, che muore nel 1913, dona per lascito testamentario le opere ancora in suo possesso alla città di Barletta, dove nel 1914 viene allestita l’ancora esistente Pinacoteca Giuseppe De Nittis.

A sinistra: Sulla neve; a destra: Léontine che pattina

Il percorso della mostra

In ideale collegamento con la mostra da poco conclusa al Castello di Novara sulla fortuna degli artisti italiani a Parigi nella seconda metà dell’Ottocento, l’esposizione racconta la carriera di Giuseppe De Nittis con una particolare attenzione agli anni della sua attività fra Parigi e Londra.

Westminster, © Archivio Enrico Gallerie d’Arte, Milano

Il racconto si apre con una serie di vedute degli anni italiani di De Nittis; giunto giovanissimo a Napoli, dove con l’amico macchiaiolo Adriano Cecioni dà vita alla Scuola di Resina, le prime opere dell’artista si caratterizzano per una rappresentazione limpida e luminosa dell’ambiente naturale, fatta di cieli tersi, campagne immerse nel sole, vasti orizzonti bagnati da una luce mediterranea.

A sinistra: La piana dell’Ofanto; a destra: L’Ofantino

Anche dopo il definitivo trasferimento a Parigi, De Nittis continua a tornare in Italia per motivi familiari o, come nel 1870, per fuggire dai disordini della guerra franco-prussiana. Una serie di vedute del Vesuvio eseguite in occasione dell’eruzione del 1872 mostra la fondamentale influenza esercitata su molti pittori dal contatto con l’arte giapponese: queste piccole tavolette, che costituiscono una delle prime serie di studi su uno stesso soggetto, colto in diversi momenti del giorno in più condizioni atmosferiche e di luce, sono ispirate alle vedute del Monte Fuji e all’estrema sintesi dell’arte orientale.

Serie Sulle falde del Vesuvio

Nella capitale francese, De Nittis si inserisce rapidamente nel prestigioso ambiente artistico della città, dapprima collaborando con il famoso mercante d’arte Goupil, che gli commissiona numerose scene di genere, molto apprezzate dal pubblico; e poi entrando in contatto con personalità importanti come gli scrittori Edmond de Goncourt e Alexandre Dumas figlio, il critico Diego Martelli, i pittori Édouard Manet, Edgar Degas, Gustave Caillebotte, nobili come la principessa Matilde Bonaparte, che i De Nittis ricevono abitualmente nelle loro eleganti dimore parigine.

Il salotto della principessa Mathilde, Pinacoteca Giuseppe De Nittis, Barletta

Abbandonato Goupil e le scenette di costume, De Nittis si dedica alla raffigurazione della vita moderna nelle due grandi metropoli, Parigi e Londra, fra le quali si sposta. I soggetti della sua pittura sono i luoghi alla moda e gli abitanti di queste vivaci città, con i loro svaghi, i passatempi, le occupazioni quotidiane. Si ammirano così le eleganti signore nei loro preziosi abiti mentre passeggiano a piedi o a cavallo, o mentre pattinano in una città ammantata di neve, i borghesi che si divertono alle corse equestri, i caffè, gli incontri mondani.

A sinistra: Passeggiata coi cagnolini; a destra: Accanto al laghetto dei giardini del Luxembourg

De Nittis registra l’attività frenetica e incessante della città in immagini caratterizzate da un moderno taglio fotografico, con personaggi che entrano ed escono dalla scena rimanendo spesso raffigurati solo parzialmente nell’inquadratura, e con un punto di vista leggermente rialzato che ci permette di osservare le scene da una posizione privilegiata; questo espediente è ottenuto da De Nittis dipingendo in una sorta di “atelier mobile”, ossia una carrozza che utilizza per lavorare all’aperto ma al riparo dalle intemperie e osservando senza essere visto.

Piccadilly (Giornata invernale a Londra), © Archivio Gallerie Maspes, Milano

Dei luoghi che rappresenta non privilegia la monumentalità, ma l’atmosfera di vita brulicante che si svolge sotto ai suoi occhi: i monumenti sono avvolti dalle impalcature per i restauri in seguito alle distruzioni della Comune, le strade sono piene di indaffarati personaggi a piedi e in carrozza che vengono colti nell’effimero momento in cui transitano davanti al finestrino del pittore, sui muri si affollano i manifesti pubblicitari.

A sinistra: La Place des Pyramides; a destra: Place des Pyramides

L’influenza esercitata dall’arte giapponese su De Nittis, così come su altri artisti attivi nella Parigi del tempo, è testimoniata in mostra da una serie di soggetti in stile giapponese e da una selezione di preziosi ventagli da lui decorati a mano. L’artista stesso colleziona oggetti di arte orientale, come abiti tradizionali e paraventi, che spesso vengono raffigurati nelle sue opere.

A sinistra: Pioppi nell’acqua; a destra: Paesaggio fluviale

Dopo un confronto con i coevi impressionisti, con cui De Nittis condivide le pennellate libere, la costruzione dei volumi tramite i contrasti cromatici, gli intensi effetti di controluce, la pittura condotta all’aria aperta, la mostra si conclude con alcune opere degli ultimi anni della breve vita del pittore; insofferente verso i ritmi frenetici di una città che pure ama profondamente, cerca rifugio nella campagna circostante. Alle vedute urbane si sostituiscono ora luminose scene in giardino, ritratti di famiglia, momenti di convivialità con gli amici.

Colazione in giardino

Informazioni sulla mostra

Per un approfondimento sulla pittura dei Macchiaioli leggete il nostro articolo: I Macchiaioli e la pittura en plein air tra Francia e Italia

Per un approfondimento sugli artisti italiani a Parigi leggete il nostro articolo: Boldini, De Nittis et les italiens de Paris

Per un approfondimento sull’arte giapponese che influenzò i pittori francesi dell’Ottocento leggete il nostro articolo: Utamaro, Hokusai, Hiroshige. Geishe, samurai e la civiltà del piacere

Come arrivare

Palazzo Reale si trova in piazza del Duomo 12. L’intero Palazzo è dedicato alle esposizioni temporanee, in genere sono aperte più mostre contemporaneamente per cui occorre prestare attenzione ad attendere il proprio turno nella fila corretta, seguendo le indicazioni dei cartelli e del personale addetto. Il guardaroba è disponibile solo per borse e valigie di grandi dimensioni, non per cappotti e borse piccole. L’ingresso alla mostra è ridotto con l’Abbonamento Musei Lombardia Valle d’Aosta.

Con i mezzi pubblici: metropolitana linee M1 (rossa) e M3 (gialla) fermata Duomo, tram e autobus con fermata in piazza Duomo; consigliamo di verificare sul sito dei trasporti pubblici milanesi l’itinerario migliore a seconda della provenienza.

In auto: tutti i parcheggi del centro storico si trovano in area C (zona a traffico limitato), con accesso subordinato al pagamento di un ticket; rimandiamo alla pagina dedicata sul sito del Comune per i dettagli sull’ingresso nell’area C. I parcheggi più vicini a Palazzo Reale sono in piazza Meda, in piazza Diaz, e presso l’autorimessa dei grandi magazzini La Rinascente.

Dove mangiare

Per una sosta veloce consigliamo GustaMi Bakery, con un’ampia selezione di prodotti da forno dolci e salati.

Per un gelato dai gusti insoliti e sorprendenti suggeriamo Ciacco, con alcuni posti a sedere all’interno del locale.

Collegamenti utili

Palazzo Reale

ATM (Azienda Trasporti Milanesi)

Area C Milano

Parcheggio piazza Meda

Parcheggio piazza Diaz

Autorimessa La Rinascente