Capo di Ponte (Brescia) – Parco Nazionale delle incisioni rupestri

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Visita al Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Naquane a Capo di Ponte (Brescia), primo parco archeologico italiano istituito per la tutela di uno dei più importanti complessi di rocce con incisioni preistoriche della Valcamonica. L’ingresso è incluso nell’Abbonamento Musei Lombardia.

Parco Nazionale delle incisioni rupestri Capo di Ponte

Parco Nazionale delle incisioni rupestri

Le incisioni rupestri e la costituzione del parco

La Valcamonica, valle di formazione glaciale, si sviluppa per circa 80 km lungo il corso del fiume Oglio, dalle sponde del lago d’Iseo al Passo del Tonale. Abitata fin dal Paleolitico per lo sfruttamento di pascoli e risorse minerarie e per la caccia, come dimostrano resti di capanne e sepolture e il ritrovamento di alcuni manufatti in metallo, la valle presenta un’alta concentrazione di testimonianze di arte rupestre, per un totale di oltre 140.000 raffigurazioni incise su oltre 2.400 rocce. Le incisioni coprono un arco temporale molto ampio, dal Paleolitico (10000 a.C.) all’età romana con sporadici episodi fino al Medioevo, ma la massima fioritura dell’arte rupestre camuna si colloca nell’Età del Ferro (I millennio a.C.).

Le incisioni sono realizzate su rocce la cui superficie è stata resa liscia dall’azione erosiva esercitata dal passaggio dei ghiacciai. Su queste rocce gli antichi abitanti della valle hanno inciso raffigurazioni che descrivono momenti della vita quotidiana, soprattutto scene di caccia e agricoltura, e aspetti della loro spiritualità, con figure di divinità, scene di culto, danze e rituali di iniziazione.

Paraco Nazionale delle incisioni rupestri di Capo di Pionte, oranti in preghiera

Oranti

La maggior parte delle incisioni è stata realizzata con la tecnica cosiddetta “a martellina”, ottenuta picchiettando la superficie rocciosa con uno strumento in pietra o in metallo che ha creato piccole concavità circolari. Una seconda tecnica è quella detta “a graffito”, ottenuta incidendo la roccia con uno strumento appuntito che ha lasciato dei sottili solchi. Alcune incisioni sono state realizzate con una combinazione delle due tecniche.

Nel 1914 il giornalista e studioso bresciano Gualtiero Laeng segnala per la prima volta nella prima edizione della Guida d’Italia del Touring Club i cosiddetti massi di Cemmo di Capo di Ponte, due grandi frammenti di roccia franati circa 12000 anni fa e decorati con figure antropomorfe, animali, carri e scene di aratura. La notizia suscita l’interesse di altri studiosi che, soprattutto nel corso degli anni ’30, si recano in Valcamonica per approfondire la conoscenza di queste opere di arte preistorica. I ritrovamenti di altre rocce incise e di resti di insediamenti abitativi, sepolture e luoghi di culto si susseguono, fino a giungere nel 1955 all’istituzione a Capo di Ponte del Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, primo parco archeologico italiano; nello stesso anno, Emanuele Süss, naturalista e agronomo amico di Laeng, numera e cataloga le rocce del parco, elaborando la prima mappa con la distribuzione delle rocce incise della zona di Naquane.

Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Capo di Ponte, caccia al cervo

Caccia al cervo

Nel 1964 l’archeologo Emmanuel Anati, giunto in Valcamonica già nel 1956 per studiare le incisioni rupestri della valle, fonda il Centro Camuno di Studi Preistorici, avviando numerose campagne di studio sulle rocce incise. Grazie alle sue ricerche e a una dettagliata relazione da lui presentata all’Unesco, nel 1979 il parco di Naquane viene iscritto nella lista dei siti Unesco Patrimonio dell’Umanità. L’importanza delle incisioni della Valcamonica è tale che uno dei simboli più enigmatici del repertorio figurativo rupestre, la cosiddetta rosa camuna, viene scelta nel 1975 come simbolo istituzionale della Regione Lombardia.

Il percorso di visita

In biglietteria viene fornita una cartina, purtroppo non molto dettagliata, dove sono segnalati i percorsi e le rocce più importanti. Sono stati creati 5 percorsi di visita contrassegnati da colori diversi, facilmente percorribili. Tutte le rocce sono numerate, e accanto alle più importanti sono presenti dei pannelli che forniscono informazioni sulle principali tematiche delle raffigurazioni incise.

Il percorso arancione prende avvio dall’ingresso del parco. La roccia più importante di questo sentiero è la 1, detta anche Grande Roccia per la sua estensione. Sono ben visibili sulla sua superficie le cosiddette montonature, cioè le strisce lasciate dal ghiacciaio nei suoi movimenti di espansione e ritiro. Su questa grande roccia, lunga oltre 30 metri, si trovano circa mille figure, in un suggestivo campionario dei temi principali delle incisioni rupestri. Sono rappresentati numerosi cavalieri, impegnati in combattimenti a piedi e a cavallo che potrebbero essere reali o agonistici, prove di abilità o rituali cerimoniali.

Parco delle incisioni rupestri di Capodimonte, guerrieri a piedi e a cavallo

Guerrieri a piedi e a cavallo

Sono visibili anche diverse scene di caccia al cervo, forse da interpretare come una prova iniziatica che i giovani aristocratici, contraddistinti dal possesso di cavalli, dovevano superare per entrare nell’età adulta. È ben riconoscibile la rappresentazione di un labirinto affiancato da due figure armate a duello, possibile raffigurazione di giochi rituali e prove di abilità simili a quelle descritte da Virgilio nell’Eneide. Si riconoscono poi dei telai verticali con i pesi che tenevano in tensione i fili dell’ordito, un’attività tipicamente svolta dalle donne.

Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Capo di Ponte, palette e labirinto

Palette e labirinto

La roccia 50 mostra numerose figure di oranti, figure umane stilizzate rappresentate con le braccia rivolte verso l’alto, il corpo costituito da un’unica linea retta e le gambe aperte e contrapposte; sono state variamente interpretate come figure in atto di adorazione, di lamentazione o di danza. Le figure sono maschili se è presente un trattino fra le gambe, femminili se è presente una coppella circolare. Sono visibili anche delle impronte di piedi, forse a testimoniare il passaggio di un fedele o uno sciamano, guerrieri con elmo e spada, e una barca solare, che rappresentava il viaggio dell’anima del defunto nell’aldilà.

Oranti nel Parco delle incisioni rupestri di Capo di Ponte

Oranti

Sulla roccia 99 si possono osservare duelli fra guerrieri, animali, impronte di piedi, edifici e palette, un soggetto di interpretazione ancora controversa. È leggibile un’iscrizione latina, che testimonia, oltre all’arrivo dei Romani in Valcamonica, ufficialmente giunti nel 16 a.C., anche il perdurare della pratica delle incisioni in epoca storica.

Sul percorso verde fra le rocce più interessanti è la 73, dove sono raffigurati edifici caratterizzati dall’indicazione dei pali portanti e di un tetto a doppio spiovente, struttura architettonica corrispondente ad alcune abitazioni di questo tipo scoperte durante gli scavi archeologici. Una delle rocce più importanti del percorso, la 70, mostra Cernunnos, dio della fecondità, della virilità, della caccia, della guerra, dell’abbondanza, degli animali, della natura selvaggia e anche della morte e dell’oltretomba; è rappresentato con un palco di corna di cervo sulla testa; datato tra fine VI e inizio V secolo a.C., la raffigurazione di Naquane è la più antica di Cernunnos ad oggi conosciuta; il dio è qui accompagnato da una piccola figura in preghiera.

Parco Nazionale delle incisioni rupestri, raffigurazione del dio Cernunnos

Dio Cernunnos con figura in preghiera

Lungo il percorso blu la roccia 32 mostra una fila di donne oranti davanti a una figura distesa; quest’ultima è posizionata in un solco della roccia lasciato dai passaggi del ghiacciaio, che con le piogge si riempie di acqua creando l’effetto di un piccolo fiume; la scena potrebbe rappresentare un parto, oppure una cerimonia funebre in onore dela figura distesa.

Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Capo di Ponte, donne oranti

Donne oranti davanti a una figura distesa

Alla roccia 35 si può osservare una delle immagini più curiose del parco, il cosiddetto “sacerdote che corre”: una figura maschile con un copricapo piumato o raggiato, con le gambe piegate in atto di corsa o danza. Sulla stessa roccia, è visibile una serie di edifici che si sovrappongono a precedenti scene di caccia al cervo, creando l’impressione di un villaggio con le sue attività.

Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Capo di Ponte, sacerdote che corre

Sacerdote che corre

La roccia 23 mostra un carro trainato da cavalli; i carri, elemento importante in ambito militare, agricolo e per i trasporti, sono in genere rappresentati con una doppia prospettiva: il carro e le ruote sono visti dall’alto, mentre i cavalli sono visti di lato.

Sul percorso rosso la roccia più interessante è la 57, con edifici e scene di aratura. Il percorso viola è riservato agli studiosi ed è accessibile solo con un permesso per motivi di studio.

Parco Nazionale delle incisioni rupestri di Capo di Ponte, case e carro con aratro

Villaggio di capanne

Come arrivare

Il Parco Nazionale delle incisioni rupestri si trova a Capo di Ponte (Brescia) in località Naquane; l’ingresso al parco si raggiunge a piedi tramite due sentieri pedonali che partono da via Fucine (in prossimità del parcheggio), dove sono posti due cartelli turistici, non molto chiari, che segnalano in due direzioni opposte “Parco Nazionale di Naquane”. Il sentiero a destra è meno agevole ma più breve, e sale ripido sul pendio della montagna; segnaliamo che è in gran parte esposto al sole. Il sentiero a sinistra è più lungo ma meno faticoso, e segue una strada acciottolata che si congiunge al primo sentiero a poche decine di metri dall’ingresso; la seconda parte di questo sentiero è all’ombra.

I percorsi di visita nel parco si trovano in un bosco, con sentieri agevoli ma in gran parte non pianeggianti, per cui sono necessarie calzature adeguate. Diversi tratti non sono coperti da alberi, per cui nelle ore più calde sono esposti al sole. Presso la Grande Roccia si trovano dei servizi gratuiti e una fontanella d’acqua. Sul sito Unesco è disponibile un’audioguida gratuita che illustra alcune delle rocce più importanti.

Con i mezzi pubblici: la stazione ferroviaria di Capo di Ponte, a circa 600 metri dall’inizio dei due sentieri pedonali, è servita dalla tratta ferroviaria Trenord RegioExpress RE3 Brescia-Iseo-Edolo. Segnaliamo che al momento della nostra visita la tratta risultava interrotta per lavori di ripristino, con servizio sostitutivo di autobus per una parte del percorso. Invitiamo a verificare aggiornamenti e percorrenze sul sito di Trenord.

In auto: in prossimità della partenza dei sentieri si trova un parcheggio gratuito per auto e bus.

Dove mangiare

Nell’abitato di Capo di Ponte e sulla via Nazionale che sale dal lago d’Iseo si trovano alcuni bar, pizzerie e ristoranti.


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