Torino – Chiesa di San Domenico

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Visita alla chiesa di San Domenico a Torino, il più importante esempio di chiesa gotica in città.

San Domenico Torino, facciata

San Domenico Torino, ingresso

La storia

La chiesa di San Domenico e l’annesso convento (oggi trasformato in abitazioni private) hanno origine con l’insediamento a Torino di una comunità di domenicani al seguito di padre Giovanni da Torino, frate domenicano proveniente dal convento milanese di Sant’Eustorgio; non si conosce la data precisa del loro arrivo, ma il primo documento che ne attesta la presenza in città è del 1278. Fra Giovanni porta con sé un cospicuo patrimonio di libri, che vanno a costituire il primo nucleo della biblioteca del convento. Trattandosi di una chiesa domenicana, in un’ala del convento ha sede il tribunale dell’Inquisizione di Torino.

La prima chiesa costruita dai domenicani era un piccolo sacello ad aula unica con orientamento est-ovest; occupava all’incirca l’area dell’attuale cappella delle Grazie e del presbiterio, con l’abside sull’odierna via Milano; l’ingresso è stato in seguito murato con l’ampliamento della chiesa, ma nel chiostro è ancora visibile la lunetta che sormontava la porta d’accesso, decorata da un affresco raffigurante la Madonna col Bambino.

Lunetta chiostro San Domenico Torino, Madonna col bambino

Lunetta chiostro San Domenico, Madonna col Bambino

Probabilmente perché divenuta insufficiente ad accogliere la crescente comunità domenicana e i fedeli, la chiesa viene completamente ricostruita nel corso del XIV secolo, ruotando di 90° l’orientamento: l’area occupata dal primitivo edificio diventa il presbiterio, e l’ingresso è posto a sud sull’attuale via San Domenico. La nuova fabbrica, attestata almeno dal 1334-1335, è una chiesa a tre navate, con la maggiore più ampia e alta delle laterali; in questa prima fase, la chiesa ha tre campate; nel 1497 ne vengono aggiunte altre due, e l’edificio assume le proporzioni che vediamo ancora oggi. La costruzione del campanile risale al 1451.

Per consentire ai frati di accedere al coro direttamente dal convento, nel 1516 viene costruito un soppalco in muratura che si estende dalla cappella in fondo alla navata sinistra all’abside; quest’opera, che occulta e in parte distrugge gli affreschi trecenteschi della cappella, viene smantellata solo nel 1776.

Nel corso del XVIII secolo vengono apportate diverse modifiche alla chiesa, che assume caratteri barocchi:  i pavimenti vengono rialzati di circa 60 cm per portarli al piano stradale, con conseguente occultamento delle basi delle colonne; la finestra rotonda della facciata e le finestre gotiche della navata centrale vengono modificate assumendo una forma bilobata; l’interno viene decorato con sovrastrutture in cartapesta.

San Domenico Torino, veduta laterale

San Domenico Torino, veduta laterale

Nel 1906 prendono avvio importanti lavori di restauro condotti da Riccardo Brayda e Alfredo d’Andrade, volti a ripristinare l’aspetto gotico della chiesa; prendendo ad esempio altri edifici sacri piemontesi (come Santa Maria della Scala a Moncalieri,  Sant’Antonio di Ranverso a Buttigliera Alta, San Domenico a Chieri), viene ricreato un ideale aspetto medievale: il livello della pavimentazione viene riportato all’altezza originale, in facciata vengono ricreati il rosone, i pinnacoli e la ghimberga, le finestre sul lato est vengono rimodulate. Durante i lavori tornano alla luce, nascosti da uno spesso strato di calce, gli affreschi trecenteschi che decorano la cappella terminale della navata sinistra, unico ciclo di pitture medievali conservato a Torino; i restauri sono affidati a Giovanni Vacchetta, che integra le aree distrutte dal soppalco cinquecentesco con ampie ridipinture ispirate a modelli piemontesi coevi. L’ultimo restauro del 1986 non elimina le aree integrate all’inizio del secolo, permettendo una lettura integrale del ciclo pur potendo agevolmente distinguere le parti originali da quelle moderne, dai colori più accesi.

Il percorso di visita

La chiesa di San Domenico ha un impianto a tre navate con volte a crociera impostate su pilastri polilobati. I costoloni delle navate centrale e sinistra sono rivestiti da mattoni a vista come le colonne, mentre le volte della navata destra non presentano decorazioni perché ricostruite in seguito ad un incendio che nel 1762 distrugge parte dell’edificio. Sulle colonne sono dipinti gli stemmi delle famiglie nobili e notabili che all’inizio del Novecento contribuiscono al restauro con le loro donazioni.

San Domenico Torino, interno

San Domenico Torino, interno

Nella controfacciata della navata destra è collocata una Pietà di fattura moderna. Le pareti di questa navata non presentano altari né decorazioni. Tutte le vetrate sono state sostituite a inizio Novecento, in occasione dei restauri di Brayda e d’Andrade con il ripristino delle finestre sul lato di via Milano.

La navata termina nella cappella del Rosario, che ospita una tela del 1637 di Guercino raffigurante la Madonna del Rosario; scampato all’incendio del 1762, il dipinto è oggi contornato da quindici pannelli in legno dorato con i Misteri del Rosario realizzati da Stefano Clemente, in sostituzione di quindici dipinti realizzati da Guercino e venduti nel 1776. Sulla parete destra una tela di Domenico Corvi del 1766 raffigura La peste di Torino del 1630; sulla parete sinistra è collocata la tela di Vincenzo Revelli del 1826 San Pio V divina la vittoria di Lepanto.

San Domenico Torino, cappella del Rosario

San Domenico Torino, cappella del Rosario

Al centro del presbiterio si trova un altare tardobarocco in marmo policromo, realizzato nel 1776 da Giovan Battista Feroggio e sormontato da un crocifisso ligneo seicentesco.

Al fondo della navata sinistra si trova la cappella delle Grazie, che conserva l’unico ciclo di affreschi medievali visibile a Torino. Nella fascia inferiore sono rappresentati i dodici apostoli separati da colonne spiraliformi. Nella lunetta della parete sinistra è raffigurato il Cristo pantocratore benedicente, seduto e circondato dai simboli degli evangelisti. Nella lunetta della parete di fondo è dipinta un’Annunciazione; la cappella nei documenti antichi è infatti denominata “dell’Annunciazione”. Nella lunetta della parete destra è raffigurata una scena di soggetto domenicano: San Tommaso d’Aquino presenta tre personaggi in abiti patrizi alla Vergine; il personaggio sulla sinistra, di cui non restava alcuna traccia, è stato completamente ridipinto durante i restauri novecenteschi come una Madonna in trono, ma è possibile che in origine fosse rappresentato San Domenico. Gli affreschi, di autore ignoto, sono databili al 1350-1360. Al centro della cappella è collocata una tela cinquecentesca di anonimo raffigurante la Madonna della mela, che mostra nello stile chiare influenze nordiche. La cappella è piuttosto buia; per illuminarla e poter ammirare gli affreschi, è sufficiente inserire una moneta nell’apposita cassetta.

San Domenico Torino, cappella delle Grazie parete sinistra

San Domenico Torino, cappella delle Grazie parete sinistra

Proseguendo la visita in direzione dell’ingresso, subito a destra si trova la porta che conduce alla sacrestia e al chiostro; sul muro esterno si trova la lunetta con la Madonna col Bambino collocata sopra quello che era l’ingresso del primitivo sacello. Rientrati in chiesa, sull’altare che si incontra subito a destra (il quinto dall’ingresso) si può ammirare un affresco del pittore rinascimentale Giovanni Martino Spanzotti raffigurante Sant’Antonino Pierozzi (1528), in origine collocato nella prima cappella di sinistra e qui spostato dopo lo stacco del 1970. Sul pilastro di fronte alla cappella si trova il pulpito settecentesco di Stefano Clemente, raffigurante La vocazione di San Pietro e gli Evangelisti.

San Domenico Torino, Giovanni Martino Spanzotti Elemosina di Sant'Antonino Pierozzi

Giovanni Martino Spanzotti Elemosina di Sant’Antonino Pierozzi

Sul quarto altare, dedicato al predicatore domenicano San Vincenzo Ferrer, si trova una tela settecentesca di Rocco Comaneddi che ritrae il Santo nell’atto di resuscitare una donna. Sul terzo altare è posto un lacerto di affresco del pittore provenzale Antoine de Lonhy raffigurante il Beato Amedeo IX di Savoia (post 1472), staccato da un pilastro del chiostro e qui collocato nel 1615.

San Domenico Torino, Beato Amedeo IX di Savoia

Antoine de Lonhy, affresco Beato Amedeo IX di Savoia

Sul secondo altare, dedicato al Crocifisso e ai santi domenicani e risalente al 1880, è esposto un quadro di Enrico Reffo che ritrae San Tommaso d’Aquino, Santa Caterina e San Pietro martire. Sotto la mensa è collocata in una teca una statua moderna di Santa Caterina giacente. Il primo altare, dedicato a Santa Rosa da Lima e Santa Lucia, è decorato da un’altra tela di Enrico Reffo raffigurante le due sante. Prima di uscire dalla chiesa, sopra la porta d’ingresso possiamo vedere l’organo.

Come arrivare

La chiesa di San Domenico si trova in via San Domenico angolo via Milano. Qui potete trovare le indicazioni per raggiungerla. Attenzione: la chiesa si trova in ZTL, dove vige il divieto di circolazione da lunedì a venerdì fra le 7:30 e le 10:30.

In auto: tutti i parcheggi del centro sono a pagamento; consigliamo il parcheggio Apcoa “Emanuele Filiberto” a ca. 400 metri, oppure il parcheggio “Santo Stefano” a ca. 300 mt (attenzione: l’ingresso al parcheggio si trova in area ZTL, le indicazioni per non incorrere nelle sanzioni sono sulla pagina dedicata del sito GTT).

Con i mezzi pubblici: numerosi autobus e tram fermano nelle vicinanze della chiesa; consigliamo di consultare il sito GTT per individuare il percorso migliore a seconda della provenienza.

Orari di apertura: Lunedì-Sabato: 9-12 / 16-18:30; Domenica: 9-18:30

Orari delle messe: feriali 18:00; festivi 10:00 (italiano), 11:15 (francese), 14:30 (inglese); seconda domenica del mese anche 17:00 (portoghese)

Dove mangiare

Per un pranzo informale, consigliamo la creperia Bicyclette, a pochi passi dalla chiesa. Per una sosta golosa, suggeriamo i pancakes di Panké, sotto i portici di piazza Palazzo di Città, l’antica piazza delle Erbe.


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