Novara – Basilica di San Gaudenzio
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| Kalatà | Fabbrica Lapidea | Mappa ZTL | Parcheggi | Trenitalia |Visita al complesso della Basilica di San Gaudenzio a Novara, composto dalla chiesa progettata da Pellegrino Tibaldi e dedicata al santo patrono della città, dal campanile di Benedetto Alfieri, e dalla cupola di Alessandro Antonelli, sulla quale è possibile salire con le guide di Kalatà. La salita alla cupola è inclusa nell’Abbonamento Musei Piemonte Valle d’Aosta.

Complesso della Basilica: la chiesa, la cupola e il campanile
La storia della Basilica
Una prima chiesa dedicata a San Gaudenzio, primo vescovo di Novara nel IV secolo d.C., esisteva fin dal 840 nei pressi dell’antica strada che conduceva a Vercelli, all’inizio dell’attuale viale XX Settembre; questo primo tempio, che aveva la funzione di conservare le spoglie del santo, viene ricostruito nello stesso luogo e nuovamente consacrato nel 1298. Quando nel 1535 l’imperatore Carlo V occupa il Ducato di Milano la città di Novara, entra nei domini della corona spagnola; trovandosi ora in una posizione di frontiera, la città viene fortificata per aumentare le difese militari contro i Francesi, che avevano intanto occupato i possedimenti dei Savoia attestandosi sul fiume Sesia. Il centro urbano viene quindi racchiuso entro una solida cerchia di mura e baluardi, e viene disposta la distruzione di tutte le costruzioni al di fuori della cinta muraria, compresa l’antica basilica di San Gaudenzio, che viene demolita a partire dal 1553.

Resti delle fortificazioni spagnole nei pressi del Castello
Negli stessi anni viene istituita la Fabbrica Lapidea della Basilica di San Gaudenzio, con lo scopo di sovrintendere alla riedificazione della chiesa. Nel luogo dove sorge l’attuale Basilica esisteva fin dal 1019 un’antica chiesa dedicata a San Vincenzo, che viene acquisita dai Canonici di San Gaudenzio per trasferirvi le reliquie e gli arredi provenienti dalla chiesa distrutta, ridedicata a San Gaudenzio e affidata alla Fabbrica Lapidea in attesa della costruzione di una nuova chiesa.

Cortile laterale, accesso ai resti dell’antica chiesa di San Vincenzo
Uscita miracolosamente indenne dalla peste del 1576, la città di Novara decide di ricostruire una basilica dedicata a San Gaudenzio sul luogo dell’antica San Vincenzo; di questo edificio restano oggi tre cappelle, fra cui quella dedicata a San Giorgio dove erano state temporaneamente trasferite le spoglie di San Gaudenzio dopo la demolizione della chiesa extramuranea. La progettazione della nuova chiesa viene affidata all’architetto Pellegrino Tibaldi, che nel Ducato di Milano aveva già realizzato numerosi edifici civili e religiosi. La costruzione della nuova basilica prende avvio nel 1577; la chiesa viene consacrata nel 1590, quando ancora non sono stati realizzati il transetto e il presbiterio. Il peggioramento della situazione economica a causa di guerre e pestilenze causa una sospensione dei lavori, che riprendono solo nel 1626 e terminano nel 1656.

Basilica di San Gaudenzio, facciata e cupola
Tra la fine del Seicento e l’inizio del Settecento viene realizzato lo Scurolo, una cappella in testa al transetto destro destinata ad ospitare le reliquie di San Gaudenzio; l’ambiente viene ultimato nel 1711 con la solenne deposizione delle spoglie del Santo.

Volta dello Scurolo – Legnanino, Trionfo di San Gaudenzio
In sostituzione di una torre campanaria provvisoria posta sul pilastro sudovest della chiesa, che rischiava di arrecare danni all’edificio a causa delle vibrazioni prodotte dalle campane, nel 1753 viene decisa la costruzione di un nuovo campanile; il progetto è affidato a Benedetto Alfieri, architetto di casa Savoia, sotto il cui regno Novara era passata nel 1738. Isolato dalla chiesa e alto 92 metri, il campanile viene completato nel 1786.

Basilica di San Gaudenzio, campanile e cupola
La costruzione di una cupola è prevista già nei progetti del Tibaldi, ma non viene realizzata fino al XIX secolo. Nel 1841 la Fabbrica Lapidea ne affida quindi il progetto all’architetto Alessandro Antonelli, originario della provincia di Novara. Approvato il primo progetto per una cupola di 65 metri, i lavori di costruzione iniziano nel 1844, ma vengono presto interrotti dallo scoppio della Prima Guerra d’Indipendenza nel 1848. Nel 1855 Antonelli presenta un secondo progetto, con il quale porta l’altezza della cupola a 75 metri; i lavori riprendono nel 1858, ma l’architetto, anziché realizzare il progetto concordato, innalza una seconda corona di pilastri alti 5 metri, mantenendo i committenti all’oscuro dei lavori in corso. Di fronte all’evidenza dei fatti, Antonelli presenta nel 1860 un terzo progetto, che viene inizialmente respinto e infine accettato dopo molte contestazioni con la promessa di una riduzione delle spese di costruzione. La realizzazione della cupola si conclude nel 1863; quando manca solo la guglia, i lavori vengono nuovamente interrotti per un decennio a causa di dissidi tra la Fabbrica e l’architetto.

Basilica di San Gaudenzio, cupola
Nel 1873 la Fabbrica, desiderosa di completare l’opera, affida nuovamente i lavori all’anziano Antonelli; viene quindi completata la cupola interna con una decorazione floreale a stucco, mentre nel 1876-78 viene realizzato il cupolino, raddoppiato rispetto al primo progetto per armonizzarsi al doppio colonnato della sottostante cupola, e sulla sua sommità viene posata la statua dorata del Cristo Salvatore, che porta l’edificio ad un’altezza totale di 126 metri.

Basilica di San Gaudenzio, cupola
Nel 1881 la chiesa comincia a dare segni di cedimento strutturale; Antonelli si dedica quindi al consolidamento delle fondazioni e dei pilastri portanti alla base della cupola. Per il timore di un crollo della cupola, fra il 1931 e il 1945 vengono eseguiti a più riprese ulteriori lavori di consolidamento in cemento armato ad opera dell’architetto Arturo Danusso, che si sono poi rivelati non necessari perché, oltre ad essere strutturalmente solida, la cupola progettata da Antonelli non presenta nessun rischio di danni agli edifici circostanti anche in caso di crollo.

Strutture di sostegno della cupola e della lanterna
La visita alla Basilica
La Basilica sorge nella stretta via San Gaudenzio; sopra il portale, opera dell’Antonelli che aveva progettato anche un rifacimento in stile neoclassico della facciata mai realizzato, si trova lo stemma della città di Novara, committente e custode della chiesa.

Basilica di San Gaudenzio, facciata
L’interno è a croce latina a navata unica, con tre cappelle per ogni lato, un ampio transetto e un profondo presbiterio. Al centro della navata si trova un grande lampadario in ferro battuto che ricorda un miracolo compiuto da San Gaudenzio: secondo la tradizione, in occasione di una visita del vescovo di Milano Sant’Ambrogio, avvenuta durante l’inverno, Gaudenzio avrebbe fatto sbocciare dei fiori per rendere omaggio all’amico; in memoria di questo evento prodigioso, ogni anno un corteo proveniente dal Municipio porta mazzi di fiori freschi e nuovi fiori in ferro battuto per adornare il lampadario.

Basilica di San Gaudenzio, navata centrale con il lampadario in ferro battuto
Iniziando la visita in senso orario, la prima cappella del lato destro è dedicata alla Buona Morte; inaugurata nel 1620, prende il nome da una confraternita fondata nel 1612 dal vescovo di Novara Carlo Bascapè con lo scopo di pregare per le anime dei defunti. Il programma decorativo, ideato dallo stesso vescovo, presenta raffigurazioni che richiamano il tema della morte. La pala d’altare del Moncalvo raffigura la Deposizione di Gesù, a rappresentare il significato della cappella con il sacrificio di Cristo che con la sua morte redime i peccati dell’uomo. La decorazione ad affresco è invece opera del Morazzone: sulla volta il Trionfo della Trinità, meta del cammino umano e raggiungibile attraverso una buona morte, ai lati della finestra due scene raffiguranti a sinistra il Trapasso dalla vita alla morte, con un angelo che chiude il libro della vita dove sono segnati tutti i peccati dell’uomo rimessi dal sacrificio di Cristo, a destra la Corruzione nel sepolcro che mostra la desolazione della morte senza Dio. Ai lati della pala Giuda Maccabeo e la Sibilla Delfica, più in basso San Gregorio Magno, promotore delle messe in suffragio delle anime del purgatorio, e Sant’Odilone, a cui si deve la scelta del 2 novembre come giorno dedicato alle preghiere per i defunti. Sulla parete destra si trova una tela ancora del Morazzone raffigurante il Giudizio Universale.

Cappella della Buona Morte
La seconda cappella è dedicata alla Circoncisione, come mostra la pala d’altare con la Circoncisione di Gesù realizzata nel 1612 dai Fiammenghini; degli stessi autori sono anche gli affreschi eseguiti nel 1610: sulla volta Cristo e i profeti dell’Antico Testamento, ai lati della finestra il Sacrificio dell’Umanità a Cristo, ai lati della pala San Pietro e San Paolo, La Nuova Legge (una donna sovrastata dalla colomba dello Spirito Santo) e L’Antica Legge (una donna con il coltello della circoncisione); in basso a destra si trova una ritratto del Cavaliere Francesco Caccia da Mandello, protagonista nella lotta contro i Turchi ed esponente della famiglia che commissionò la cappella.

Cappella della Circoncisione – Fiammenghino, Circoncisione di Gesù
La terza cappella, detta del Crocifisso, prende il nome dall’opera posta sull’altare, proveniente dalla demolita basilica fuori le mura e attribuita a Gaudenzio Ferrari. È la più recente delle sei cappelle della navata, terminata nella prima metà dell’800 con gli affreschi di Profeti di Luigi Sabatelli ai lati della finestra e dell’altare. Sulla parete sinistra è collocato un affresco del XVI secolo raffigurante una Madonna, proveniente dall’oratorio di San Luca, chiuso nel 1808 e anticamente parte di un convento francescano situato nei pressi del castello e fatto demolire nel 1359 da Galeazzo Visconti.

Cappella del Crocifisso
Al fondo del transetto destro, dietro una grata fiancheggiata da due scalinate, si cela lo Scurolo, una cappella costruita fra il 1674 e il 1711 per conservare le spoglie di San Gaudenzio. Opera del ticinese Francesco Castelli, è un piccolo ambiente ottagonale con un ricco rivestimento di marmi neri e dettagli in bronzo, decorato da statue dei santi vescovi novaresi Adalgiso e Agabio, e dei santi Lorenzo e Giulio; sull’altare, una grande urna in argento e cristallo contiene il corpo di San Gaudenzio. La volta è stata decorata dal Legnanino nel 1691 con il Trionfo di San Gaudenzio.

Transetto destro
L’altare maggiore, consacrato nel 1725 e caratterizzato da una ricca decorazione barocca, presenta una serie di dieci formelle sui lati anteriore e posteriore con scene della vita di San Gaudenzio. Sulla parete sinistra è visibile un’antica cattedra marmorea sulla quale per tradizione siedono i nuovi vescovi nel giorno del loro insediamento. Sulla parete di fondo e in parte nella navata centrale sono esposte otto tavole con episodi della vita di San Gaudenzio realizzate intorno al 1630 da uno dei fratelli Fiammenghini; non si conoscono il committente e la sistemazione originaria di queste opere, ma sappiamo che sono state utilizzate come decorazione temporanea della facciata nel 1711 in occasione dell’inaugurazione dello Scurolo.

Abside e altare maggiore
L’altare al fondo del transetto sinistro, dedicato a Sant’Adalgiso, ospita una tela del 1833 di Pelagio Palagi raffigurante Sant’Adalgiso dona ai canonici della basilica di San Gaudenzio i beni di Cesto; il santo, vescovo di Novara del IX secolo, è mostrato nell’atto di donare i beni di famiglia situati nella località di Cesto, nella provincia di Novara, ai canonici della basilica, che ne godettero fino alle requisizioni napoleoniche del 1801. Nel transetto è conservata la statua originale del Cristo Salvatore realizzata nel 1878 da Pietro Zucchi in bronzo ricoperto da lamine d’oro e qui collocata per ragioni conservative nel 1989, quando sulla guglia venne posta una copia in vetroresina.

Transetto sinistro
Ritornando verso l’ingresso si visitano le cappelle del lato sinistro. Si incontra per prima la cappella della Madonna di Loreto, che prende il nome dalla statua in marmo nero della Vergine con Bambino realizzata nel 1694 circa dagli scultori ticinesi Costantino e Francesco Fossati, riproduzione fedele della statua lignea della Madonna nera nella Basilica della Santa Casa di Loreto. La volta e le pareti attorno all’altare sono decorate da affreschi del Legnanino: in alto San Gaudenzio in gloria, ai lati dell’altare San Gaudenzio e Sant’Agabio. Sulla parete destra è esposta una Natività del pittore rinascimentale Bernardino Lanino, frammento di affresco proveniente dalla chiesa del soppresso monastero di Sant’Agata.

Cappella della Madonna di Loreto
La successiva cappella della Natività prende il nome dal polittico di Gaudenzio Ferrari, realizzato nel 1516 per l’altare maggiore della vecchia basilica fuori le mura e collocato qui dopo la sua demolizione. Questa importante opera rinascimentale ci è giunta quasi interamente integra, completa anche dell’originale carpenteria lignea disegnata dallo stesso Ferrari. Il polittico è diviso in due registri: nel superiore si trova la Natività affiancata da un’Annunciazione, con l’arcangelo Gabriele a sinistra e la Vergine a destra; nella parte inferiore una tavola centrale con la Madonna con Bambino e Santi è accompagnata ai lati da San Pietro e San Giovanni Battista a sinistra, e San Paolo e Sant’Eusebio o Sant’Agabio a destra. Nella predella sono raffigurati a monocromo episodi della vita di San Gaudenzio alternati ai Dottori della Chiesa. La decorazione pittorica delle pareti della cappella, datata 1607, si deve al Duchino su commissione del Cavaliere di Malta Gerolamo Bollini, raffigurato nell’arco di passaggio alla successiva cappella.

Cappella della Natività – Gaudenzio Ferrari, Polittico della Natività
L’ultima cappella è dedicata all’Angelo custode; patrocinata da Ottavio Nazzari, esponente di una ricca e potente famiglia di Novara, è decorata da un ciclo di affreschi commissionati nel 1627 a Tanzio da Varallo, pittore molto attivo nel non lontano Sacro Monte. Sulla volta è raffigurato Cristo in gloria fra la Vergine e San Gaudenzio; ai lati della finestra, sovrastata dallo stemma dei Nazzari, i due episodi dell’Antico Testamento Giuditta e Oloferne e Il sacrificio di Isacco, ai lati della pala d’altare i santi Bernardo di Chiaravalle e Francesco, e, in omaggio al nome del committente, i santi guerrieri Ottavio e Nazaro. Sulla parete laterale sinistra è collocata una grande tela di Tanzio da Varallo raffigurante La battaglia di Sennacherib, che ricorda la sconfitta del re di Assiria il quale, dopo aver preso molte città fortificate, desiste dalla conquista di Gerusalemme per intervento dell’Angelo del Signore. La tela sull’altare è invece di Giacinto Brandi e raffigura l’Angelo custode.

Cappella dell’Angelo custode
Fanno parte della Basilica altri due ambienti non aperti al pubblico ma visitabili facendone richiesta alla Fabbrica Lapidea. La Sacrestia, nel transetto destro, ospita un dipinto raffigurante San Girolamo realizzato dal caravaggesco Jusepe de Ribera, detto lo Spagnoletto. Dal cortile alla destra della facciata si accede invece alle sale superstiti dell’antica chiesa medievale di San Vincenzo; nella cappella di San Giorgio si è conservato un ciclo di affreschi del XV secolo attribuiti alla bottega di Giovanni de Campo. La volta è decorata con i simboli degli evangelisti, nel sottarco si trova una teoria di Apostoli, mentre l’unica lunetta superstite ospita una Crocifissione.

Cappella San Giorgio – Giovanni de Campo, Crocifissione
La salita alla cupola
La cupola della Basilica di San Gaudenzio è visitabile esclusivamente con visita guidata con la possibilità di scegliere fra due percorsi, fino alla cupola o fino alla guglia. In entrambi i casi, la salita avviene tramite scale e dotazione di caschetto e imbracatura di sicurezza. Le visite partono dal punto di accoglienza Kalatà accanto al campanile, in via Gaudenzio Ferrari; la salita inizia dal campanile, che con un ingegnoso sistema di doppia scala a chiocciola, una per la salita e una per la discesa, consente di raggiungere una passerella in vetro che collega il campanile alla cupola. Attraversando corridoi a sale, si osservano da vicino le strutture progettate da Antonelli per sostenere il peso della cupola, che si eleva fino all’altezza di 121 metri (126 metri con la statua del Cristo Salvatore).

Pilastri della cupola
Esternamente la cupola si caratterizza per i due peristili intervallati da un giro di finestre, la cupola a costoloni, e la guglia anch’essa decorata da un doppio colonnato. La struttura interna è costituita da tre serie di pilastri ad arco disposti su circonferenze concentriche, da un sistema di archi per lo scarico del peso, da una successione di cupole interne con funzioni strutturali che formano nel tratto finale da un cono traforato per il sostegno della guglia, e da una sottile cupola di copertura esterna in lastre di beola; tutti gli elementi sono realizzati interamente in mattoni, ove necessario opportunamente sagomati a cuneo e rinforzati da tiranti metallici, che fanno della cupola di San Gaudenzio uno degli edifici in muratura più alti al mondo.

Archi di sostegno della cupola
Nel sottotetto dell’abside della chiesa si trova la Sala del Compasso, dove è conservato lo strumento originale in legno, lungo 11 metri, utilizzato da Antonelli per disegnare in scala 1:1 le volte che sorreggono la cupola. Salendo all’interno della struttura si osservano da vicino la cupola inferiore, decorata a cassettoni di stucco bianco e che si apre al centro con un grande occhio circolare, il secondo colonnato esterno, con le sue 24 colonne di granito bianco, e poi la cupola superiore, che oggi si presenta bianca ma che era destinata ad essere decorata da un dipinto mai realizzato.

Prima cupola
La visita culmina nell’uscita sulla guglia a 100 metri di altezza, da dove è possibile vedere da vicino la sommità del campanile dell’Alfieri, l’intera città di Novara, e in lontananza i grattacieli di Milano.

Campanile di Benedetto Alfieri
Come arrivare
La Basilica di San Gaudenzio si trova in via San Gaudenzio 22 a Novara, al limitare dell’area ZTL e parzialmente delimitata da una zona pedonale. La visita alla Basilica è libera negli orari di apertura (8-18). La salita alla cupola è possibile esclusivamente con visita guidata; i posti sono limitati, per cui è fortemente consigliata la prenotazione secondo le modalità indicate sul sito dell’associazione Kalatà. È possibile scegliere fra due percorsi, uno parziale fino alla cupola, e uno completo fino alla guglia con fornitura di elmetto e imbracatura; la salita non è difficoltosa ma prevede numerosi scalini. La Cappella di San Giorgio e la Sacrestia sono visitabili su richiesta contattando la Fabbrica Lapidea, mentre lo Scurolo è aperto soltanto nella settimana della festa di San Gaudenzio (22 gennaio).
In auto: tutti i parcheggi del centro storico di Novara sono a pagamento, con tariffe variabili a seconda della distanza. La mappa dei parcheggi e le tariffe sono consultabili sul sito del Musa. Consigliamo il parcheggio di Viale Giuseppe Verdi, con comodo pagamento al termine della sosta a tariffe molto vantaggiose.
Con i mezzi pubblici: la stazione ferroviaria di Novara, a ca. 650 mt dalla Basilica, è servita da numerosi treni regionali e Intercity.
Dove mangiare
Per una sosta dolce o uno spuntino veloce, consigliamo la sede di via Fratelli Rosselli de Il Fornaio Caffè e Bakery con tavolini all’interno e all’esterno.
Per una buona pizza consigliamo la sede novarese di Pizzium, a 5 minuti a piedi dalla Basilica.