San Secondo di Pinerolo (Torino) – Castello e Parco di Miradolo

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Visita al castello e al parco di Miradolo, nei pressi di Pinerolo (Torino), dove sono visitabili l’edificio in stile neogotico con le sale nobili e le pertinenze rurali, e il parco storico che presenta l’aspetto di giardino romantico assunto nell’Ottocento.

Castello di Miradolo, Corte d'onore

Corte d’onore

La storia

Le prime notizie sul castello di Miradolo risalgono al XVII secolo, quando l’edificio, di proprietà della famiglia Macello, è ricordato come una cascina di campagna circondata da ampi terreni, vigne e frutteti. Nel 1759 il comandante Giovanni Battista Macello acquista il Marchesato di Caresana, in provincia di Vercelli, e modifica il nome di famiglia in Massel. Alla fine del Settecento il figlio Maurizio, secondo marchese di Caresana, trasforma l’antica cascina in una residenza nobile circondata da un giardino formale all’italiana, mantenendo la destinazione agricola dei terreni circostanti; i suoi interventi vengono però interrotti dalle guerre napoleoniche, durante le quali il palazzo viene saccheggiato.

Castello di Miradolo, volta di sala del primo piano

Volta di una sala del primo piano

Nel 1811 Maurizio sposa Elisabetta Ferrero della Marmora. Morto nel 1816, lascia la moglie sola con tre figli piccoli; con una scelta insolita per i suoi tempi, Elisabetta decide di non risposarsi e di occuparsi personalmente del patrimonio di famiglia. Nel corso di un ventennio, rinnova e abbellisce la tenuta di Miradolo con la costruzione di una citroniera, l’aggiunta della torre rotonda in occasione delle nozze del figlio Federico con Luisa Callori di Vignale, la realizzazione del muro di cinta, l’inserimento di decorazioni in stile neogotico ad abbellire l’edificio residenziale. Nel 1823-24 il giardino all’italiana viene trasformato in un parco romantico all’inglese, con tanto di laghetto (oggi non più esistente); Elisabetta affida il progetto al famoso architetto paesaggista Xavier Kurten, autore di numerosi giardini in Piemonte. Nella seconda metà dell’Ottocento, nel parco vengono introdotte nuove specie secondo la moda delle piante esotiche diffusa fra i nobili e le corti del tempo; arrivano così esemplari come il ginkgo biloba, la sequoia, la lagerstroemia indica, l’acero giapponese, il bambù.

Parco di Miradolo, il viale principale

Parco, il viale principale

Nel 1866 la marchesa Teresa Massel, figlia di Federico e nipote di Elisabetta, sposa Luigi Cacherano di Bricherasio, il quale, come dono di nozze alla sposa, ordina la ristrutturazione del palazzo secondo il gusto neogotico; risalgono a questo matrimonio gli stemmi ancora visibili sulla facciata della corte d’onore. Dal matrimonio nascono gli ultimi due discendenti della famiglia Massel: Emanuele, tenente di cavalleria e grande appassionato di automobilismo, è fra i soci fondatori e maggiore azionista della Fiat; muore prematuramente nel 1904 a soli 34 anni senza eredi. La sorella Sofia, allieva del paesaggista biellese Lorenzo Delleani e ricordata per il suo impegno sociale e intellettuale, ospita abitualmente presso il castello un cenacolo di artisti, fra i quali, oltre al suo maestro di pittura, lo scultore Leonardo Bistolfi, lo scrittore Edmondo De Amicis, il capitano Federico Caprilli, amico di Emanuele e fondatore dell’importante scuola di cavalleria della vicina Pinerolo.

Castello di Miradolo, vista dalla corte rustica

Castello, vista dalla corte rustica

Sofia, ultima erede della famiglia Massel, muore nel 1950 lasciando il castello e il parco alla congregazione religiosa di San Marziano di Don Orione, che converte il palazzo in una casa per esercizi spirituali e ospitalità per anziani; per adattare gli ambienti alle nuove esigenze vengono apportate pesanti modifiche alle sale, spesso irreversibili e irrispettose della storia dell’edificio, che danneggiano affreschi, pavimenti e decorazioni. Documenti, quadri e arredi vengono dispersi, venduti o trasferiti. Una sorte analoga tocca al grande parco, dove vengono abbattuti molti grandi alberi per ricavarne legna da vendere.

Parco di Miradolo

Parco

Negli anni ’90 la congregazione religiosa conclude la propria attività e abbandona parco e castello, che vanno incontro a un progressivo decadimento; decori e arredi vengono rubati, mentre il parco subisce un inesorabile degrado con la crescita disordinata di rovi e piante spontanee. Nel 2007 l’intero complesso viene acquistato da un gruppo di privati e concesso in comodato gratuito alla neonata Fondazione Cosso. Creata per iniziativa dell’imprenditrice Maria Luisa Cosso, alla guida dell’impresa meccanica di famiglia dagli anni ’60, e della figlia Paola Eynard, la Fondazione dà avvio a un imponente restauro del parco e del castello: il parco viene ripulito dalle specie infestanti, vengono recuperati i sentieri, vengono piantate nuove specie che riprendono la tradizione storica del giardino, fra le quali camelie rare e di grande pregio botanico. Gli edifici vengono progressivamente recuperati grazie a diverse campagne di restauro che riportano gli ambienti interni alle volumetrie originarie, recuperando ove possibile le decorazioni settecentesche e ottocentesche. Il castello ospita oggi importanti mostre d’arte e organizza numerose iniziative culturali, mentre il parco è entrato a far parte del circuito dei Grandi Giardini Italiani.

Parco di Miradolo, fioriture di Camelie

Parco, fioriture di camelie

Il percorso di visita

La visita al complesso di Miradolo può partire dalle sale nobili del castello, dove sono spesso ospitate mostre temporanee. Si accede all’edificio dalla corte d’onore, formata da due ali del palazzo disposte a L. Sulla facciata principale, decorata in stile neogotico, sono ben visibili gli stemmi alternati delle casate Massel e Cacherano di Bricherasio, apposti nel 1866. L’attuale colore giallo, risalente al Novecento, cela le originarie decorazioni settecentesca a finto bugnato e ottocentesca a finti mattoncini. Elemento unificante di tutto il castello sono le cornici in cotto sul coronamento delle facciate.

Castello di Miradolo, facciata corte d’onore

Corte d’onore, facciata del castello

Al piano terra, oltre ai locali di servizio come la caffetteria, la biglietteria e il bookshop, sono visibili tre sale, dove sono stati recuperati frammenti di decori neogotici. Il piano superiore è costituito da diverse stanze con decori floreali e grottesche; le due ali del palazzo si incontrano nella cappella, dedicata a San Giovanni Battista e abbellita da una decorazione di fine Settecento.

Castello di Miradolo, Sala piano terra con allestimento mostra

Sala del piano terra con allestimento di una mostra

Usciti dalle sale nobili, consigliamo di proseguire la visita nel parco. Di forma ovale, è costituito da un grande prato centrale attorno al quale si sviluppa un viale sinuoso, che, nel tipico stile dei giardini progettati da Xavier Kurten, non consente una visione immediata di tutto il parco; ad ogni curva infatti si apre uno scenario diverso, creato tramite l’accostamento delle varie specie vegetali con alcuni punti focali costituiti da grandi alberi isolati. Il parco è attualmente costituito da oltre 1700 alberi di varie specie e dimensioni, ed è attraversato da una rete di canali per l’irrigazione alimentati dal vicino torrente Chisone. Il parco conta ben cinque alberi monumentali, esemplari di particolare valore storico e botanico: un ginkgo biloba, un cipresso calvo, un tasso, un carpino e un albero dei tulipani.

Parco di Miradolo, albero dei tulipani

Parco, albero dei tulipani

La corte nobile, attraverso cui avviene oggi l’ingresso al complesso, era nel Settecento un giardino all’italiana. Oggi, un esemplare monumentale ginkgo biloba è circondato da diversi cipressi calvi, specie tipica delle paludi che presenta delle caratteristiche radici sporgenti dal terreno, dette pneumatofori, che nell’habitat naturale emergono dall’acqua a una certa distanza dal tronco per consentirne la respirazione.

Parco di Miradolo

Parco

Il percorso prosegue lungo il viale delle camelie secolari; gli esemplari centenari sono stati introdotti nel parco dall’ultima contessa, Sofia Cacherano di Bricherasio; nell’ambito di un progetto di ripopolamento del giardino storico, nel 2019 oltre 130 giovani esemplari di camelie propagate da piante antiche sono stati piantati lungo tutto il parco per arricchire il camelieto storico.

Parco di Miradolo, fioriture di camelie

Parco, fioriture di camelie

Arrivati a circa metà del percorso, la vista si apre sul grande prato centrale, al fondo del quale si scorge il castello con alle spalle le montagne a fare da suggestiva corona. Anticamente, l’ingresso al parco avveniva da questo lato della proprietà. Da questo punto di osservazione sono visibili le torri del palazzo, fra cui la caratteristica torre rotonda, eretta nel 1839 in occasione delle nozze di Federico, 3° marchese di Caresana, con Luisa Callori di Vignale.

Parco di Miradolo, Castello, vista dal prato centrale

Castello, vista dal prato centrale

Si trova qui un bosco di bambù giganti, testimone del gusto per le piante esotiche e il collezionismo botanico tipici dei giardini ottocenteschi. Inizia quindi un percorso fra le piante del sottobosco, con una moltitudine di fioriture che variano ad ogni stagione.

Parco di Miradolo, bosco di bambù giganti

Parco, bosco di bambù giganti

Al termine del circuito ad anello si incontra un orto, ricreato nel 2021 dal paesaggista Paolo Pejrone. Realizzato con materiali di recupero reperiti nella proprietà e con tecniche tipiche delle campagne del pinerolese, come i camminamenti in acciottolato, ospita specie orticole e floreali disposte in forma circolare attorno ad una fontana centrale.

Parco di Miradolo, l'orto circolare

L’orto circolare, © Fondazione Cosso

Tornando verso il palazzo, si accede alla sezione rustica del complesso. Quest’area, composta da stalla, fienile, forno, pollaio, una tettoia per il deposito di scorte e attrezzature e la ricostruzione di un’abitazione contadina, testimonia l’antica vocazione mista delle proprietà nobiliari di campagna, ripartite fra un’ala residenziale e una serie di edifici adibiti alla produzione agricola.

Castello di Miradolo, ambiente della corte rustica

Castello, ambiente della corte rustica

La visita si conclude con la serra neogotica, realizzata nel 1831 da Elisabetta Ferrero della Marmora lungo la facciata occidentale del castello. Ideata per riparare le piante da fiore e i preziosi e rari agrumi durante la stagione invernale, durante gli anni di permanenza della congregazione religiosa era stata riadattata a mensa. Dopo un accurato restauro, le pareti e le volte sono oggi ricoperte dai lunghi rami di un fico rampicante.

Castello di Miradolo, serra neogotica

Castello, serra neogotica

Come arrivare

Il parco e il castello di Miradolo si trovano in via Cardonata 2 a San Secondo di Pinerolo, nella frazione di Miradolo. L’ingresso al castello, alle mostre e al parco è incluso nell’Abbonamento Musei Piemonte. La Fondazione Cosso organizza visite guidate al parco con esperti botanici; rimandiamo al sito ufficiale per date, costi e modalità di prenotazione. Il parco fa parte dell’associazione Grandi Giardini Italiani.

Con i mezzi pubblici: Miradolo è raggiungibile dalla stazione ferroviaria di Pinerolo con l’autobus della linea 705 di Cavourese. La stazione di Pinerolo è servita dalla linea 2 Pinerolo-Torino-Chivasso del Servizio Ferroviario Metropolitano.

In auto: a pochi metri dall’ingresso è disponibile un ampio parcheggio gratuito.


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